Oro

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Metallo nobile, lucente, di caratteristico colore giallo, che per la sua duttilità e malleabilità, oltre che per la sua rarità, è considerato tra i metalli più preziosi. Poiché l’oro è un metallo molto tenero, non si utilizza quasi mai allo stato puro ma in lega con altri metalli, in particolare rame e argento che lo rendono più duro. Più frequentemente in oreficeria si usa una lega formata da 750 parti di oro e da 250 parti di argento. In oreficeria il titolo delle leghe in oro viene espresso normalmente in carati, attribuendo all’oro puro 24 carati; le leghe per oreficeria più utilizzate sono 9 e 18 carati, cioè contengono 9/24 e 18/24 in massa di oro, la parte restante è costituita da rame, argento e da piccole quantità di zinco. Oggi si preferisce esprimere il titolo in oro di una lega in millesimi invece che in carati: l’oro puro ha un titolo di 1000 millesimi corrispondenti a 24 carati, l’oro a 18 carati corrisponde a 750 millesimi.

L’oro giallo è composto, quindi, al 75% d’oro, al 12%-7% d’argento e al 13%-18% da rame.

L’oro bianco è un tipo particolare di lega, la cui composizione dona al metallo il tipico colore chiaro, simile all’argento. L’oro bianco è molto comune per i gioielli in oreficeria e, soprattutto negli ultimi anni, sta riscuotendo sempre più il favore della clientela.

L’oro bianco da gioielleria è composto al 75% da oro, e al 25% da nichel, argento o palladio.

L’oro rosa è una lega e precisamente contiene circa il 75% di oro, il 6% di argento e il 19 % di rame che gli conferisce il colore rosato, mentre nell’oro rosso 750, o 18 carati, il 75% è di oro puro, 4,5% di argento e il 20,5% di rame donandogli un colore rosato ancora più intenso.

Argento

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L’argento è l’elemento che si rinviene allo stato nativo, talora anche in quantitativi industrialmente sfruttabili. L’utilizzo dell’argento per la realizzazione di manufatti trova la sua logica nell’elevato valore del metallo che ne ha fatto da sempre un bene rifugio, e nelle sue particolari caratteristiche metallurgiche che lo rendono il metallo ideale per la realizzazione di molti oggetti.  Le caratteristiche essenziali dell’argento sono la possibilità di una lavorazione a freddo anche per martellatura, unita ad una buona resistenza meccanica ed ad un’eccezionale malleabilità (possibilità di essere ridotto in lamine molto sottili) e duttilità (possibilità di essere laminato in fili sottili), proprietà che sono seconde solo all’oro. L’argento, inoltre, possiede un punto di fusione (962°C se puro e 893,3°C nella lega a 925/1000) sufficiente a renderlo adatto al riscaldamento diretto con una fiamma, ma sufficientemente basso da poter essere fuso senza difficoltà anche in un piccolo laboratorio artigiano. L’argento presenta uno dei più elevati indici di rifrazione tra tutti i metalli noti, il che si traduce in un eccezionale potere riflettente della superficie e nella sua caratteristica brillantezza, dall’inconfondibile colore bianco (il termine argento deriva dal greco argos: brillante o bianco). Con il tempo, tuttavia, la superficie tende a ossidarsi assumendo, con le ripetute pulizie, che non devono mai essere molto profonde, l’affascinante colorazione grigiastra dei manufatti d’epoca, la cosiddetta patina.

Platino

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Il platino è un metallo bianco, lucente, duttile e malleabile a densità molto elevata, è caratterizzato da una quasi totale inerzia chimica: resiste all’attacco di acidi, basi, sali, ecc.. ma si scioglie nell’acqua regia (miscela di acido cloridrico e nitrico concentrato nel rapporto volumetrico 3:1, cosiddetta dagli alchimisti perché scioglie i metalli nobili, non attaccati dai due acidi separatamente);  In natura è generalmente associato ad altri metalli del suo gruppo (rutenio, rodio, palladio, osmio e iridio), al ferro e al rame e, qualche volta, a piccole quantità di oro, nichel, manganese, piombo, mercurio. Si trova in granuli, pagliuzze o masserelle (pepite) sparsi nei terreni alluvionali di determinati territori, geologicamente formati da rocce ultrabasiche.

I principali settori d’impiego di questo metallo sono: la preparazione di marmitte catalitiche, l’oreficeria, l’uso come catalizzatore nell’industria chimica (nella produzione di acido nitrico, nella preparazione di isobutilene, di alchilbenzene lineare, di siliconi ecc.). Il platino trova anche numerosi altri impieghi: si formano crogiuoli, filiere per la filatura di fibre tessili, elettrodi, contatti elettrici, resistenze per forni ecc..; termometri a resistenza e termocoppie a sono usati come termometri elettrici in campo scientifico e industriale; in lega con l’oro il platino si usa in odontoiatria.