Acquamarina

acquamarinaL’acquamarina è una tipologia di berillo, un minerale piramidale presente in molte varietà diverse sullaTerra, lo stesso si può rinvenire anche in cristalli molto grandi, alti fino a 150 cm e con un diametro di 15-20 cm. L’acquamarina è una pietra caratteristica per il suo colore che include le tonalità che vanno dall’azzurro acqua al turchese, la sua colorazione è dovuta dalla presenza di ioni estranei che caraterizzano il berillio dando luogo, appunto, a diverse varieta di colorazioni. L’acquamarina ha conosciuto un notevole successo specie fra gioiellieri e designer: si tratta di una pietra relativamente facile da tagliare, di estrema brillantezza, che ben si abbina a numerosi metalli ed altre pietre.

COLORE: Di colore viola, nelle varie tonalità di blu, incolore oppure giallo. Il colore varia a seconda della direzione d’osservazione.

GIACIMENTI: I giacimenti principali sono in Brasile (nello stato di Minas Gerais, dove si trovano pietre con colori molto chiari), in Russia, in Madagascar, in Afghanistan, in Nigeria, in Pakistan, in California, in sud Africa, nello Sri Lanka, in India, in Australia e Cina (questi ultimi meno importanti).

Ambra

AMBRAIl nome ambra, deriva dall’arabo Anbar, che inizialmente stava ad indicare una sostanza cerosa prodotta dallo stomaco del capodoglio, la quale non ha alcuna affinità con l’ambra se non il peso. I Greci invece la chiamavano electron (da dove deriva il termine elettricità) per la proprietà di accumulare elettricità statica per mezzo di uno sfregamento. Talete di Mileto nel 600 a.C. si accorse che sfregando un panno di lana sulla superficie della pietra questa acquistava la proprietà di attrarre a se minuscoli pezzi di stoffa. Il campione di ambra più grosso è stato estratto in Svezia e pesa circa 10,5 kg. Le prime tracce di piante produttrici di resina (antenate delle attuali conifere) si hanno nel Mesozoico circa 250 milioni anni fa. La resina, una volta depositata al suolo, inizia a fossilizzarsi attraverso un processo di polimerizzazione, che consiste nell’unione di piccole molecole, chiamate monomeri in un’unica macromolecola detta appunto polimero. Questo processo conferisce alla resina caratteristiche fisiche e chimiche ben diverse dalla resina originaria. La resina semifossile, che non ha quindi raggiunto la completa polimerizzazione, viene indicata col nome di copale. Da studi approfonditi è stato accertato che la completa fossilizzazione della sostanza si ha dopo almeno 5 milioni di anni.

COLORE: Per quanto riguarda l’Ambra opaca si possono trovare campioni di colore bianco, giallo pallido, giallo intenso, giallo bruno, rosso bruno e nero. L’Ambra trasparente, invece, può presentare colori che vanno dal giallo pallido al giallo bruno, dal bruno arancio al bruno rossastro fino a rosso intenso.

GIACIMENTI: L’ambra del Baltico viene denominata anche succinite in quanto contiene dal 3% all’8% di acido succinico. Si rinvengono bei pezzi di Ambra lungo le coste della penisola di Samland, vicino Kaliningrad in Russia e nelle cave di Palmniken dove viene estratta da uno strato di sabbie glauconitiche (Terra blu). In Messico i pezzi d’ambra si presentano spesso trasparenti con colori che vanno dal giallo al giallo bruno, raramente rosso-bruno. E’ possibile trovare giacimenti d’ambra anche in Birmania dove viene anche denominata Burmite e in Sicilia ritrovata lungo le sponde del fiume Simeto e per questo chiamata Simetite.

Ametista

Ametista

L’ametista è una varietà violacea di quarzo, tipica delle rocce basaltiche, che è stata sin dal 3000 a.C., in Egitto e in Mesopotamia, una delle gemme più utilizzate per la creazione di gioielli, sigilli e intagli. Il termine ametista deriva dal greco améthystos che significa “non ebbro”. Una leggenda mitologica spiega che Ametista era una ninfa dei boschi di cui Bacco, il dio del vino, si era invaghito; ma la fanciulla, per sfuggire allo sgradito corteggiamento, si rivolse a Diana, che la trasformò in un limpido cristallo. Adirato, Bacco vi rovesciò addosso la sua coppa colma di vino, conferendogli così un delicato colore violetto, insieme al potere di proteggere dagli inebrianti effetti della bevanda a lui cara; infatti i Greci ritenevano che costituisse un eccellente rimedio contro gli effetti dell’alcool e i Romani contribuirono ad alimentare questa leggenda. Una particolare etichetta comportamentale imponeva ai commensali di bere vino in coppe di cristallo ogni volta che l’ospite accostava la sua alle labbra. Egli però si limitava a bere acqua pura in un calice d’ametista, i cui riflessi viola coloravano l’acqua dandole l’apparenza del vino. Così l’ospite poteva rimanere signorilmente sobrio mentre i suoi commensali cedevano all’ebbrezza.

Il suo colore viola ha però un nemico: il calore; già la prolungata esposizione al sole ed alla luce intensa ne provoca l’impallidimento; se poi la temperatura viene portata tra i 400 e i 500 °C, i cristalli cambiano la loro colorazione in modo così radicale (in giallo-bruno-arancio) da meritarsi addirittura un altro nome: quello di quarzo citrino.

L’ametista viene impiegata in campo gemmologico, la gemma infatti presenta una piacevole tonalità di viola ed è relativamente semplice riuscire a reperirla di conseguenza anche il costo rimane abbastanza contenuto. Molto utilizzata anche campo ornamentale (famose le geodi d’ametista e gli oggetti prodotti con ametista lavorata), in campo collezionistico ed attualmente gode di molto credito nel campo della cristalloterapia.

COLORE: viola (in varie tonalità).

GIACIMENTI: I principali giacimenti di questa varietà di quarzo sono in Brasile (Minas Gerais, Rio Grande do Sul, Bahaia), Uruguay, Canada (Thunder Bay), USA (Arkansas, Montana, Maine, North Carolina), Messico (Guerrero, Vera Cruz), varie località africane (bei campioni in Madagascar), India, Germania, Russia (Urali) ed Italia.

Diamante

diamanteIl diamante è una delle tante forme allotropiche in cui può presentarsi il carbonio; in particolare, il diamante è costituito da un reticolo cristallino di atomi di carbonio disposti secondo una struttura ottaedrica. Il suo nome deriva dal greco adamas, che significa indistruttibile, inalterabile. Furono per la prima volta estratti e lavorati in India, le cui prime miniere risalgono a 3.000 anni fa (secondo alcuni, addirittura 6.000 anni fa) e da subito la pietra fu utilizzata come amuleto portafortuna, ed era considerata di enorme valore.

La qualità dei diamanti dipende dalle cosiddette 4C: carato, colore, chiarezza e cut (taglio ciascuna delle quali influenza il prezzo e la bellezza del diamante in considerazione).

I diamanti in genere si formano per eventi di grossa portata che sconvolgono la crosta terrestre come, ad esempio, la formazione violenta di crateri, l’eruzione vulcanica, la caduta di meteoriti, ecc… generalmente questi si trovano in prossimità di vene di metalli come la kimberlite e la lamproite, note perchè “ospitano” spesso i diamanti.

Il record di grandezza per un diamante grezzo spetta al diamante diamante Cullinan, trovato nel 1905 nella Premier Mine del Sudafrica. Perfetto nella limpidezza e nel colore, pesava 3.025 carati (605 grammi), tagliato poi in 105 pietre lavorate, le più grandi pesano 516,5 e 309 carati (fino al 1988 i più grandi diamanti lavorati). Attualmente il più grande diamante lavorato è il Golden Jubilee di 545,67 carati, trovato nel 1985 in Sudafrica.

COLORE: Incolore, giallo, verde, bruno arancio, viola, blu, rosso e nero.

GIACIMENTI: I diamanti si trovano principalmente in Australia, Botswana, Repubblica Democratica del Congo, Russia, Rep. Sudafricana, Namibia, in minor parte si rinvengono in Lesotho, Sierra Leone, Tanzania, Angola, Brasile (Minas Gerais), India (il più antico giacimento conosciuto di diamanti); inoltre, vi sono giacimenti dalle potenzialità non ancora definite in Canada e Cina.

Iolite

iolite

La iolite è una gemma che, per colore e particolarità, si é saputa ritagliare negli anni una sua parte nel mercato gemmologico; deve parte della sua fama alla sua tonalità blu-violacea che le ha fatto guadagnare il soprannome di water sapphire o zaffiro d’acqua. Secondo una leggenda che si tramanda nel Nord Europa i Vichinghi utilizzavano durante i loro viaggi in alto mare, come aiuto per la navigazione, una pietra che a seconda della sua posizione verso il sole cambiava colore. Con l’aiuto della “pietra del sole” potevano, anche con cielo coperto, stabilire la direzione nella quale si trovava il sole e orientare la loro direzione secondo questo. Da recenti ricerche è risultato che questa leggenda potrebbe proprio avere fondamento e che questa “pietra del sole” era con ogni probabilità una cordierite come quella che viene trovata nel fiordo di Oslo. La cordierite mostra effettivamente un cambiamento di colore a seconda della sua direzione verso la luce. Il taglio viene eseguito in modo tale che sia sfruttata la tonalità blu evidenziata dal pleocroismo. Cristalli di cordierite particolarmente trasparenti o di colorazione intensa possono essere tagliati ed usati come pietre preziose, tali gemme prendono solitamente il nome di Iolite.

COLORE: Viola, nelle varie tonalità di blu, incolore oppure giallo. Il colore varia a seconda della direzione d’osservazione.

GIACIMENTI: Birmania, Sri Lanka e Madagascar.

Peridoto

peridoto

Il peridoto è la gemma del minerale olivina e poiché il ferro che crea i colori, è una parte integrante della sua struttura, si trova solo in verde. Il nome di questa pietra fu dato per caratterizzare tutte le pietre olivine aventi qualità tali da essere impiegate in gioielleria, oggi si usa impropriamente il nome anche per fini cristalloterapeutici. Il peridoto viene tagliato e venduto come pietra semi-preziosa, ha un colore piacevolissimo anche se di intensità minore rispetto a quella di pietre più famose (ad es. smeraldo). Acquistano prezzi folli le pietre di peridoto ricavate da rocce extraterrestri (meteoriti), infatti, piccoli cristalli di peridoto spesso si trovano nelle rocce vulcaniche ed anche nelle meteore che cadono sulla terra.

Il peridoto viene tagliato e venduto come pietra semi-preziosa, ha un colore piacevolissimo anche se di intensità minore rispetto a quella di pietre più famose (ad es. smeraldo).

Una volta tagliato il peridoto può essere confuso (ad occhio nudo) con crisoberillo, zircone, grossularia e tormalina.

Gli esemplari di peridoto più belli vengono estratti nella regione di Suppatt nei pressi delle montagne dell´Himalaya, nel nord ovest del Kashmir pakistano. Il celebre peridoto kashmir ha un colore più bello e maggiori dimensioni con un grado di purezza più elevato. Purtroppo l´offerta è molto limitata a causa dei rigidi inverni che rendono possibile l’estrazione solo nei mesi tra giugno e settembre.

COLORE: Verde-giallastro

GIACIMENTI:  Si possono trovare in Egitto (Mar Rosso), Stati Uniti (Arizona e Hawaai), Birmania, Norvegia, Australia e Brasile.

Perle

10268054-isolato-bianco-perla

Una perla è una struttura sferica costituita essenzialmente da carbonato di calcio in forma cristallina deposto in strati concentrici, e prodotta dai tessuti viventi – in particolare dal mantello – dei molluschi (tipicamente le ostriche). Il termine  perla deriva dal latino pernula, il nome con cui si indicava la conchiglia che la contiene.

Una perla si forma quando un corpo estraneo, come parassiti o pezzi di conchiglie, si ferma nella cavità palleale. Esso viene ricoperto da strati successivi di madreperla, allo scopo di difendere i tessuti dell’animale dall’irritazione. La perla è formata praticamente da nacre, meglio conosciuta come madreperla.

In Giappone si trovano perle bianche o rosate di bella forma e di piccola dimensione. Thaiti è famosa per le sue grosse perle grigie o nere, con riflessi dal verde al blu. Ancor più belle sono le perle d’Australia conosciute anche come South Sea: possono raggiungere un diametro di venti millimetri e hanno un colore che può variare dal crema al grigio argento. Quest’ultime sono assolutamente le più costose e ricercate. Si depositano vari strati di calcio che, in combinazione con altri minerali, creano questi particolari oggetti preziosi. 

Prasiolite

prasiolite

La prasiolite, dal greco pràsios (verdastro) e lìthos (pietra), è la varietà di quarzo dal colore verde chiaro. E’ una gemma piuttosto rara allo stato naturale, e quelle in commercio sono in realtà ametiste o citrini sottoposti a trattamento termico con temperature vicino ai 500°C. Negli ultimi anni, per ottenere la prasiolite viene trattata e riscaldata l’ametista di Montezuma (Brasile) o l’ametista dell’Arizona. Così facendo l’ametista assume definitivamente un colore verde salvia che però può, in alcuni casi,  scolorire se esposta alla luce solare. Recentemente in Brasile (Minas Gerais) sono stati rinvenuti campioni di prasiolite completamente naturale e questo ha incuriosito e attratto tutti i collezionisti del mondo.

COLORE: Verde, verde chiaro.

GIACIMENTI: I maggiori produttori sono Arizona (USA), Brasile, India, Russia, Sudafrica e Zimbabwe. Piccoli giacimenti, orami esauriti, in Italia (isola d’Elba), Mar Egeo e recentemente in Brasile, dove si trovano buoni campioni completamente naturali.

Quarzo

quarzo-fumè

Il nome deriva dal termine tedesco quarz anche se l’origine di tale parola é ancora oggetto di dibattito; la storia di questo minerale segue di pari passo quella dell’uomo, basti pensare che é stato il primo minerale impiegato dai primitivi per la costruzione di armi da caccia ed é il minerale da cui attualmente si estrae il silicio, probabilmente l’elemento più importante, oggigiorno, per tutta l’industria elettronica Il quarzo affumicato, o anche detto quarzo fumé, è una varietà di quarzo, e lo stesso viene rinvenuto di colore nero, detto anche morione, ma questa varietà di quarzo può arrivare fino ad essere quasi del tutto incolore come quelli presenti nel marmo di Carrara.

Il quarzo può presentare degli effetti ottici come gatteggiamento (un fenomeno ottico presente in alcuni tipi di pietre preziose,  il nome è stato probabilmente attribuito per la somiglianza fra questa tipologia di pietre e gli occhi dei felini)  che dona quattro varietà di quarzo: occhio di gatto di colore giallastro, occhio di tigre di colore giallo-bruno che gli donano quattro varietà di quarzo: occhio di gatto di colore giallastro; occhio di tigre di colore giallo-bruno; occhio di bue di colore rosso e occhio di falco. A volte il quarzo può avere delle inclusioni che lo caratterizzano al punto da fornire ulteriori varietà: le principali sono quarzo fantasma, rutilato, tormalinato e dendritico. Il quarzo può formare cristalli giganteschi, in Brasile é stato trovato un quarzo ialino di 44 tonnellate. Gli usi sono numerosi, il quarzo viene impiegato nella produzione di vetri, di componenti elettriche, di lenti ottiche, di abrasivi, di materiali edili, di utensili in generale. È molto usato nella cristalloterapia come talismano antidepressivo o contro altri problemi fisici o psichici.

COLORE: Incolore (ialino o cristallo di rocca), viola, giallo e arancio, marrone, nero e grigio (variante affumicato), rosa e bianco.

GIACIMENTI: I principali giacimenti sono in Brasile, Uruguay, Canada, USA (Arkansas, Montana), Messico, varie località africane (bei campioni in Madagascar), India, Germania e Russia.

Rubino

Rubino

Il rubino è una varietà monocristallina di ossido di alluminio, conosciuto come corundo. Si distingue dallo zaffiro, il più vicino parente del rubino, per la colorazione rosso vivo, dovuta alla presenza di cromo e, in misura molto minore, titanio, vanadio e acciaio. In particolare, il rosso più brillante è detto “sangue di piccione” ed essendo molto raro è anche estremamente ricercato.

Il rubino lega il suo nome in modo particolare alla Birmania (oggi Myanmar), unico luogo in cui, in antichità, si estraevano queste pietre con continuità. Ancora oggi il Myanmar è il principale estrattore ed esportatore di rubini, affiancato da Tailandia e Cambogia, e dall’Afghanistan.

Dopo la seconda guerra mondiale sono state aperte miniere anche in Tanzania e Madagascar. Sono stati effettuati anche ritrovamenti in alcuni stati degli USA, e persino in Groenlandia.

L’utilizzo del rubino è principalmente in campo gemmologico dove occupa per bellezza, rarità e durezza (e quindi valore economico) un posto di primissimo piano; ha mercato anche in campo collezionistico ed in cristalloterapia dove si usano radici di rubino. I rubini in occidente assumono il significato di passione, amore, vita e vigore; in Asia, invece sono insieme simbolo di vanità ma anche di buon auspicio. Era antica abitudine sotterrare un rubino fra le fondamenta degli edifici più importanti, di modo che la pietra portasse buona fortuna alla costruzione e a coloro che ci vivevano dentro.

COLORE: Rosso, rosso-violaceo, rosso-rosato.

GIACIMENTI: Birmania, Siam, Sri Lanka, Vietnam, Tanzania ed in minor parte Cina e Yugoslavia.

Smeraldo

SMERALDO

Il nome deriva dal termine persiano smaragdos che significa pietra verde ma non è del tutto sicuro; è una delle quattro gemme che ha maggiormente caratterizzato la storia dell’uomo che conosce questa gemma da molto tempo: era utilizzata persino da Aztechi e Incas, che la ritenevano sacra. Ancora oggi alcune fra le principali miniere di smeraldi si trovano in Messico e in Colombia. Anche gli antichi Egizi lo utilizzavano a scopo ornamentale, e pare che lo abbiano estratto fra il 3000 e il 1500 A.C. da alcune miniere, successivamente note col nome di Miniere di Cleopatra. Tuttavia, quest’ultime quando furono scoperte dai romani, erano già andate completamente esaurite. Infine, gli smeraldi sono importanti anche nella cultura orientale: è presente nel Veda, le scritture sacre della religione induista, secondo cui lo smeraldo sarebbe origine di fortuna e prosperità.

E’la regina delle pietre verdi il verde smeraldo è un colore irraggiungibile. Fra gli smeraldi più famosi troviamo lo Smeraldo Moghul, oltre alle sue dimensioni, dal peso di 217,8 carati e lunga 10 cm, ciò che rende veramente unico questo gioiello sono le sue iscrizioni datate 1695; la pietra infatti è decorata da un lato con delle preghiere e dall’altro con dei complicati motivi floreali.

Un altro smeraldo famoso è lo smeraldo Gachala, il più grande mai scoperto: pesa 868 carati e fu ritrovata nel 1967 nella miniera la Vega di San Juan in Colombia. Sempre in Colombia, conservati nella Banca centrale di Bogotà, si trovano numerosi smeraldi di prim’ordine, mentre altri sono invece incastonati sui Gioielli Reali Iraniani, e uno di questi adorna la tiara della Principessa Farah.

COLORE: Verde

GIACIMENTI: I più importanti si trovano in Colombia (nella cordigliera orientale delle Ande, gli smeraldi si trovano in vene di calcite, quarzo, dolomite e pirite) dove si trovano gli smeraldi più belli, in Rhodesia (l’attuale Zimbabwe), in Brasile, in Russia, in Egitto ed Austria (hanno solo un valore storico, specie le miniere egiziane che sono state le prime ad essere sfruttate). Giacimenti meno importanti commercialmente si trovano in Pakistan, India, Sudafrica, Tanzania, Australia e Stati Uniti. In Italia sono stati trovati smeraldi in Val d’Ossola ed in una dolomia delle Alpi Apuane.

Spinello

spinello

Gli spinelli sono minerali tipici del metamorfismo di contatto e si presentano sempre in cristalli ottaedrici: quelli che ci interessano sono gli spinelli cosidetti nobili, nei quali prevalgono il magnesio e l’alluminio. La destinazione gemmologica dello spinello è quella più classica della gioielleria. Gli esemplari non adatti a questo scopo vengono impiegati nella produzione di polveri abrasive o di meccanismi per orologeria.

Particolarmente apprezzate le varietà rosse (rubino balascio o rubino spinello) quelle azzurre e verdi. Il taglio più utilizzato è quello ovale; tuttavia per gli esemplari traslucidi si preferisce il taglio cabochon o quello a sfera. Varie pietre importanti, un tempo classificate come rubini, sono state recentemente riconosciute come spinelli. Fra queste si ricorda il famoso Rubino del Principe Nero e il Rubino di Timur, entrambi appartenenti al Tesoro della Corona Britannica. detto anche spinello nobile per la bellezza dei suoi cristalli usati in gemmologia.

COLORE:  Lo spinello, al variare delle sostanze chimiche che lo compongono e a come le stesse si combinano tra loro, vanta di un vasto guardaroba di colori: dal blu, al viola, al rosa fino al rosso rubino, al nero.

GIACIMENTI:  Le località più famose sono Cambogia, India, Birmania, Thainlandia e Sri Lanka. E’ presente anche in Brasile, Urali, Australia, Madagascar e Stati Uniti.

Tanzanite

TANZANITE

La tanzanite è un minerale, più precisamente è una varietà della zoisite; fu scoperta nei primi di gennaio del 1967 nel nord Tanzania ai piedi dei monti Merelani nei pressi della città di Arusha. Il suo utilizzo più comune è nella gioielleria: apprezzata grazie alle sue caratteristiche cristalline ed alpleocroismo (il colore che va dal blu al viola cambiando a seconda dell’orientamento della luce).

La tanzanite è una gemma rara. Il nome Tanzanite le venne dato dalla maison Tiffany in onore dello Stato in cui la gemma fu scoperta. Prima del nome definitivo si scartò l’ipotesi di conferirle il nome commerciale di Zoisite blu poiché esso suonava troppo simile al termine inglese suicidio (suicide). Vennero inoltre proposti molti nomi come zaffiro del monte Meru, zoisite-zaffiro e zaffiro-zoisite. Al tempo il titolo di scopritore della Tanzanite fu attribuito a un certo Manuel D’Souza ma fu accertato successivamente che il vero scopritore fu un abitante del luogo di nome Ndugu Jumanne Ngoma il quale dopo numerose peripezie riuscì ad ottenerne il riconoscimento avallato nel 1984 da una certificazione del ministero per le risorse minerarie della Tanzania.

Il più grande cristallo di tanzanite lavorato è di 737,81 carati, mentre uno dei più famosi è il Queen of Kilimanjaro (regina del Kilimanjaro) di ben 242 carati e ad oggi è posizionato su una tiara adornata con 803 tsavoriti  e 913 diamanti, tutti con taglio a brillante. La tiara è esposta al Gallery of Gold and Gems at the Royal Ontario Museum a Toronto, Ontario,Canada.
I cristalli di tanzanite e le pietre tagliate si riconoscono grazie al colore (spesso ottenuto grazie al riscaldamento) e al marcato pleocroismo visibile anche ad occhio nudo (il forte pleocroismo determina all’interno della gemma la sovrapposizione e l’interazione del blu, viola e in alcuni casi rosso).

COLORE: blu-violaceo, viola-bluastro.

GIACIMENTI: Come lascia intravedere il nome stesso, proviene dalla Tanzania. Si trovano miniere presso la zona di Kiteto alle pendici delle colline di Merelani nella regione di Arusha e nella Repubblica Democratica della Tanzania.

Topazio

TOPAZIO

Il topazio è un minerale silicato d’alluminio e fluoro. I cristalli di topazio più puri e dalla colorazione più intensa vengono spesso lavorati come gemme ed impiegati in gioielleria. E’una delle pietre preziose più antiche conosciute, deve il nome all’isola di Topazos nel Mar Rosso dove si trova pietra olivina che gli antichi confusero col topazio; al mondo esistono cristalli di topazi giganteschi, uno di 300 Kg è esposto a New York ed uno di 150 Kg a Firenze; la più bella collezione di topazi tagliati fa parte del tesoro di Dresda.
È una gemma piuttosto rara ed accattivante, che attira per i suoi tenui ma lucenti colori. Esistono anche colorazioni intense, ma tutte ottenute con irraggiamento e/o trattamento termico. È sovente confusa con altre pietre che presentano la medesima colorazione, specialmente con il quarzo che, nelle tonalità bruna e gialla, è spesso spacciato per topazio. Il topazio presenta frequenti inclusioni liquide; in alcuni topazi azzurri si può osservare l’effetto ottico del gatteggiamento (un fenomeno ottico presente in alcuni tipi di pietre preziose,  il nome è stato probabilmente attribuito per la somiglianza fra questa tipologia di pietre e gli occhi dei felini). Il principale utilizzo è in gioielleria (anche se la relativa abbondanza ne impedisce prezzi troppo elevati), può però essere utilizzato nel campo dell’ottica di precisione.

COLORE: Dal giallastro al giallo, giallo bruno, azzurro, rosa, rosa violetto, bruno, arancio-bruno, verdastro, rosso, viola pallido, arancio rosato (topazio imperiale), incolore e per operazioni di politura (in polvere).

GIACIMENTI: I campioni più famosi provengono dal Brasile (Minas Gerais e Ouro Preto), vi sono poi giacimenti in Russia (Urali e Siberia), Giappone, Sri Lanka, Australia, America Settentrionale e Sassonia.

Tormaline

tormalina

Le tormaline sono un gruppo di minerali appartenenti alla classe dei ciclosilicati. Il nome deriva dal cingalese turmali che significa corniola e indicava in passato il nome dei cristalli portati in Europa dal Ceylon. Il cristallo appartiene al sistema trigonale, si presenta prismatico, molto allungato, striato verticalmente e a volte con sviluppo diseguale alle due estremità dell’asse verticale.

Oltre che in gemmologia il minerale, per le sue proprietà piezoelettriche, viene utilizzato in campo tecnico per misurare pressioni elevate e per determinare la frequenza di tensioni elettriche oscillanti.

Famiglia mineralogica chimicamente complessa; presenta varietà usabili come gemme molto pregiate e che si rinvengono anche in cristalli di eccezionali dimensioni.

COLORE: Dal giallastro al giallo, giallo bruno, azzurro, rosa, rosa violetto, bruno, arancio-bruno, verdastro, rosso, viola pallido, arancio rosato (topazio imperiale) e incolore.

GIACIMENTI: Bellissimi cristalli provengono dal Madagascar. Magnifici sono pure i cristalli che si rinvengono a Pala in California, nello stato di Minas Gerais in Brasile, nelle alluvioni gemmifere dello Sri Lanka e negli Urali (Russia). In Italia splendidi cristalli policromi sono stati trovati nelle druse dei graniti dell’Isola d’Elba. Molto apprezzati sul mercato sono i cristalli di tormalina, anche di grosse dimensioni, provenienti dall’Afghanistan. Eccezionali cristalli da taglio sono stati recentemente rinvenuti in Nigeria e Mozambico.

Turchese

turchese

La turchese è un minerale di colore azzurro-verde appartenente al sistema triclino. Si forma in seguito alla circolazione di soluzioni mineralizzanti all’interno di rocce sedimentarie soprattutto arenarie o vulcaniche, generalmente molto fratturate.

Sempre opaca o appena traslucida questa gemma può mostrare un colore azzurro uniforme o venature dendritiche brune o nere di limonite. Rarissima in cristalli trasparenti, si trova sempre in noduli o masse microcristalline reniformi oppure in sottili venature all’interno delle rocce incassanti. La sua porosità causa facili alterazioni al colore originario e per questo motivo talvolta si effettuano trattamenti di impregnazione a scopo protettivo. E’stato usato fin dall’antichità come pietra preziosa ed ornamentale. Grande importanza ebbe presso gli egizi che la ricavavano dalle miniere dello Uadi Maghara nella penisola del Sinai. Il taglio più usato è quello a superficie curva.

COLORE: Azzurro-verde.

GIACIMENTI: La località classica nota fin dall’antichità è Ali-Marsa-Koh presso Nishapur (Iran). Proviene anche dal Sinai, dal Kazakhistan e dall’Uzbekistan. Bei noduli colorati si rinvengono in Nevada, New Mexico e Arizona. Rarissimi cristalli trasparenti provengono dalla Virginia, dal Belgio e dalla Cornovaglia.

Zaffiro

zaffiro

Lo zaffiro è una pietra preziosa, per la precisione una varietà di corundo, un ossido di alluminio all’interno del quale sono rintracciabili tracce di ferro, titanio o cromo, che ne donano la particolare colorazione azzurra. Lo zaffiro è una delle pietre più amate dai gioiellieri: perché è facile da tagliare, ben si adatta ai metalli e ad altre pietre nelle composizioni, e poi perché è presente in natura in diversi colori, che permettono all’artista di liberare la sua fantasia (gli zaffiri colorati sono proprio chiamati zaffiri fantasia).

Lo zaffiro è una pietra molto apprezzata, in molti paesi del mondo la pietra è associata ai concetti di stabilità e sicurezza, e per questo viene spesso incastonata sugli anelli di fidanzamento; la sua tipica colorazione blu incontra il gusto di molte persone, essendo il blu il colore preferito del 50% degli abitanti del pianeta circa, indifferentemente rispetto a sesso, nazionalità o religione.

Il suo nome deriva probabilmente dal termine sanscrito sappir, a sua volta la fusione di altri due termini: sani che fa riferimento a Saturno, e priya, che significa sacro. La pietra era quindi con ogni probabilità associata al Dio Mercurio.

Storicamente, la pietra fu quasi sconosciuta al Medio Oriente e all’Europa Occidentale per lungo tempo, anche se riferimenti ad essa si trovano addirittura nella Bibbia (pare che le tavole della Legge fossero fatte di questo materiale). Uno degli zaffiri più celebri è il Logan, conservato allo Smithsonian Institute di Washington, il più celebre museo di storia naturale del mondo. Si tratta di una pietra purissima, del peso di 423 carati, incastonata in una spilla e circondata da diamanti.

Una tipologia di zaffiri molto rari sono quelli denominati Padparaja (fiore di loto), cioè una sorta di incrocio fra zaffiri e rubini, il cui colore è fra l’arancione e il viola chiaro. Ritrovati in Sri Lanka, ma anche nel Madagascar, il loro valore è altissimo poiché si tratta di pietre estremamente rare.

COLORE: Blu, blu-violaceo, blu-verdastro.

GIACIMENTI: Le nazioni più ricche di zaffiri, in ordine di importanza sono Australia, Sri Lanka, Myanmar, Thailandia, Cambogia, Vietnam, Madagascar ed India.